#04 : Animali, Fukuoka, Kitakyushu e Miyajima.

Dall’ultimo aggiornamento, come al solito, ne sono successe di cose. (ma va?)

Vi avevo lasciati che eravamo in partenza da Nagasaki, direzione Fukuoka, seconda grande città di questo viaggio.

E così abbiamo fatto! Abbiamo salutato tutta la gente fichissima conosciuta a CASA NODA e siamo partiti alla volta di Fukuoka, dove siamo arrivati due giorni dopo: sfortunatamente non c’è molto da dire sui due giorni di viaggio, trascorsi quasi completamente in sella (il secondo giorno abbiamo per la prima volta percorso 100km in un solo colpo), senza soste particolari e con paesaggi noiosi e ripetitivi. 

Una volta arrivati a Fukuoka, dopo una più che necessaria sosta alle terme, ci siamo diretti da Zing Zing, dealer ufficiale di Specialized.

I ragazzi del negozio hanno preso in custodia le nostre Tricross per un controllo e ce le hanno ridate più in forma che mai! 

Le nostre Specialized Tricross sotto ai ferri. 

Le nostre Specialized Tricross sotto ai ferri. 

Sio presso Zing Zing. 

Noi e i ragazzi di Zing Zing davanti all'entrata del negozio. 

Dopo qualche foto ricordo, li abbiamo salutati, abbiamo iniziato a cercare ostelli (come sempre, all’ultimo momento) e siamo finiti alla guest house Takaima . Una volta mollate le borse e riaquisite le sembianze civili, ci siamo dati all’esplorazione della città.

Ora, siete liberi di non credermi, ma Fukuoka è una città maledetta: ovunque, in qualunque momento, si è circondati. Completamente, inequivocabilmente circondati di RAGAZZE. BELLISSIME. SEMPRE. 

A dirla così può sembrare un pregio, ma credetemi, non lo è: essere immersi in questo mare di bellezze mozzafiato fa male al cuore. (per non parlare del collo)

A dire il vero, ci avevano pure avvertiti qualche giorno prima di questa cosa, ma non ci avevamo dato peso. Grave errore. 

Dopo qualche ora di intensa e perenne confusione, la fame e la voglia di festeggiare si sono fatte sentire, abbiamo puntato un piccolo ristorante di yakitori ( spiedini di carne ) e ci siamo seduti al bancone. Neanche 2 minuti dopo abbiamo stretto amicizia con Minoru-san, un cliente abituale e niente poppò di meno che lo zio di Hajime Isayama (il fumettista di Attack on Titan!) che ci ha presi in simpatia e abbiamo trascorso tutta la serata a bere con lui, i suoi amici e alcune ragazze. 

Decisamente una gran bella serata! 

Minoru-san

Vita notturna Fukuoka. 

Vita notturna Fukuoka. 

Vita notturna Fukuoka. 

Vita notturna Fukuoka. 

L’indomani, di buona leva, abbiamo ripreso ad esplorare un po’ la città. Mentre passeggiavamo all’interno di una galleria commerciale, siamo stati incuriositi dall’insegna di un locale. Siamo entrati e… ci siamo messi a giocare con dei gufi. Si, gufi. Avete capito bene.  

Nel “Gufo bar” di Fukuoka, non chiedetemi perché, per un’ora si ha la possibilità di tenere in mano, sulle spalle o sulla testa dei gufi. Inutile cercare di spiegarvi quanto fossimo entusiasti della cosa e quanto ci siamo divertiti.

Sio e un gufo. 

Altri gufi. 

Un sacco di gufi e di gente entusiasta!

Un sogno che si avvera. 

Gente megafelice. 

Dopo esserci scattati foto e aver girato video con tutti i gufi possibili e immaginabili, siamo usciti, ci siamo nuovamente scontrati con la ridicola quantità di ragazza bellissime in giro e abbiamo optato per una serata tranquilla in ostello a lavorare a blog e vlog. Il giorno dopo ci siamo rimessi in marcia e i 70km fino a Kitakyushu sono letteralmente volati. 

Il tramonto su Kitakyushu

Il castello di KitaKyushu

Senza ombra di dubbio, il Welsh Corgi più stiloso di tutta la città.

Un altro cane incredibilmente stiloso, all'interno del parco del castello. 

Kitakyushu è una città estremamente nuova, il cui centro è stato edificato ex novo nel 1963 e che nasce dall’unione dell’aera urbana di 5 piccoli centri più vecchi. Il tutto, con un bel castello medioevale in mezzo. Abbiamo trascorso la notte in tenda in un parco e alla mattina, dopo una visita al castello, siamo saltati in sella pronti finalmente a lasciare il la regione a sud del Giappone, il Kyushu e a dirigerci verso l'isola principale, l'Honshu.

La vista dell'Honshu, al di là dello stretto, da Kitakyushu

Kyushu e Honshu collegate da un lungo ponte presso Shimonoseki percorribile solo da macchine e da un tunnel sotterraneo per pedoni, bicilette e moto. 

Il ponte di Shimonoseki

Sio in Kyushu ed io in Honshu

Un adorabile vecchietto racconta la storia di come il ponte sia stato costruito e perchè.

Non appena superato il ponte (nel nostro caso, il tunnel) abbiamo fatto ciò che chiunque farebbe non appena approdato in una nuova regione: abbiamo cercato del cibo! 

Siamo così finiti, in maniera completamente casuale, in un piccolo ristorantino sulla costa, dove siamo stati accolti da 3 vecchiette alquanto sorprese di vederci.

"Buongiorno, siamo in due, c'è posto?"

"Vi piace la testa del pesce?" 

"Bho, si penso"

"Bene, perché oggi abbiamo solo quello. Accomodatevi di sopra che ve ne porto un po' " 

Nella sala al piano superiore c'eravamo solo noi e il proprietario del locale, che fino a quel momento cantava al karaoke da solo per ammazzare il tempo. Poco dopo, le vecchine sono salite e ci hanno portato quello che, fin'ora, è stato sicuramente il pasto più memorabile di tutti: un megavassoio pieno di riso, zuppe, verdure cotte e crude e sopratutto, le famose teste di pesce. BUONISSIMO! Mentre stavamo mangiando, il proprietario del locale ha iniziato a raccontarci della sua vita; Matsumura-san un tempo era un capitano della marina, ma un bel giorno ha deciso di mollare tutto e aprire il ristorante. Da quel momento, tutti i giorni si dedica alla calligrafia e scrive delle cose che, a dirla tutta, non siamo riusciti a comprendere appieno ma che, dal modo in cui cercava di spiegarcele, sembravano così dannatamente sagge. 

Matsumura-san

Matsumura-san

 

Dopo aver ringraziato per il pranzo pazzesco e aver salutato il nostro nuovo amico, siamo ripartiti e per i due giorni successivi abbiamo solo pedalato, pedalato e pedalato il 200km fino a Hiroshima. Prima sosta Ube, sperduto nella campagna giapponese e COMPLETAMENTE BUIO. Si, con completamente buio intendo la totale assenza di qualunque forma di illuminazione pubblica. Seconda sosta Shunan, dove abbiamo praticamente preso possesso di un conbini (Convenience store) per gran parte della serata allestendo il nostro ufficio itinerante in un angolo e rubando tutta l'elettricità possibile. Per il resto, tanti templi e torii vari.

Gente seria. 

Un tempio in mezzo alle colline.

Se vi foste mai chiesti cosa c'è dentro ai templi giapponesi, ora lo sapete. 

Il terzo giorno, sulla via per Hiroshima, siamo passati da Miyajima per una visita al famosissimo Torii sommerso, uno dei tre scorci più significativi del giappone. L'isola dista circa 10 minuti di traghetto dalla costa e, non appena arrivati, ci siamo resi conto che non è solo il Torii a rendere famosa l'isola: ci sono cervi ovunque, assolutamente abituati ad essere in mezzo alle persone. Potevamo forse non passare una buona mezz'ora a giocarci assieme?

Sio e Zuppos, il cervo. 

Zuppos in tutta la sua bellezza. 

Zuppos in tutta la sua bellezza. 

Il Torii di Miyajima

Il famoso Torii sommerso di Miyajima

Sio in sella alla sua Specialized Tricross, prima di lasciare Miyajima. 

Una volta lasciata l'isola di Miyajima e riapprodati sulla costa, abbiamo percorso gli ultimi 30km e siamo arrivati a Hiroshima. 

Il viaggio continua...


Ah, già : volevate il terzo vlog? 

Bon, eccolo! Contenti?